Mario, cagnone affettuoso, dolce e sensibile, ha bisogno di aiuto


Questo bel cane si chiama Mario e ha bisogno del vostro aiuto!
Ecco cosa ci scrivono di lui i suoi attuali padroni, che lo amano, ma sono costretti a cercare per lui una sistemazione migliore:

Mario vive con noi da circa sette anni, è un cane di strada palermitano che abbiamo adottato all'età di un anno e mezzo e tenuto con noi fino ad oggi scoprendo anche l'esistenza di una sua breve vita precedente: l'abbandono da parte di una persona carcerata, un po' di dura convivenza con un parcheggiatore abusivo, diversi tentativi di adozione da parte di famiglie "normali" sistematicamente falliti.
Purtroppo Mario, che è un cane straordinariamente simpatico, socievole e affettuoso, soffre di un serio problema comportamentale: non riesce in alcun modo a restare da solo. L'isolamento e la solitudine sono per lui la condizione più terribile di esistenza, che lo induce ad abbaiare, ululare, lanciarsi disperatamente contro la porta... Una tragedia per lui e, naturalmente, per chi lo ospita e in alcuni momenti deve inesorabilmente lasciarlo da solo per andare ... che so, anche banalmente al supermercato a fare la spesa, o naturalmente a lavorare. Come abbiamo capito dopo poco che era con noi, si tratta di una variante dell'ansia da separazione. Non è tanto l'assenza del padrone, ma l'assenza di persone e l'isolamento a gettarlo in una situazione tragica. La tragedia non è solo per Mario, ma anche per i vicini di casa sottoposti purtroppo a un vero supplizio, e della casa in cui è ospitato, che porta presto incisi i segni della sua disperazione su porte, infissi, ecc.
In questi sette anni abbiamo tenuto Mario con noi grazie a molti equilibrismi e molti sacrifici. Abbiamo rinunciato a tutte le situazioni in cui un cane non è ammesso (addio cinema) e fatto la staffetta ogni volta che era necessario. Abbiamo mobilitato schiere di amici, parenti e vicini sensibili per creare una rete intorno a Mario e, scherzosamente, abbiamo chiamato questo 'dog sharing'. A volte ci sembrava un'altra delle cose belle di Mario che ci costringesse a tessere relazioni con tante persone per non lasciarlo da solo. Siccome però il suo è un problema serio, siccome spesso la rete non copriva certi nostri impegni e il dramma di Mario si ripresentava, abbiamo anche fatto di tutto per risolverlo, rivolgendoci a tantissimi specialisti, tentando terapie comportamentali e farmacologiche, a più riprese e, per farla breve, senza nessun risultato. Ora siamo giunti alla conclusione che Mario non può essere cambiato e va accettato così com'è. Perché viva felice deve trovare una situazione che possa accettare questa sua natura. In questi sette anni, in cui Mario non è cambiato, a cambiare molto è stata la nostra vita. Da studenti che stavano prevalentemente in casa (con lui) a lavoratori sempre più impegnati fuori casa e fuori città, da ragazzi a genitori, con l'arrivo un anno fa del piccolo Bruno e tutte le responsabilità e gli impegni che questo comporta. L'energia per accudire Mario si è affievolita, ma non la durezza della situazione: le urla dei vicini (quelli poco sensibili), con la minaccia di chiamare la polizia, quando accenniamo a uscire di casa senza di lui, il suo sguardo terrorizzato quando capisce che non può venire con noi e per lui sta iniziando un incubo che durerà fino al nostro ritorno. Non pensiamo che Mario si meriti di soffrire. Non rinneghiamo niente di quello che abbiamo fatto ma pensiamo che ora sia venuto il momento di trovare a Mario una situazione in cui vivere felice. Questo non vuol dire scaricare Mario a un altro qualsiasi padrone. In molti sono innamorati di Mario e vorrebbero prenderlo, ma noi sappiamo che Mario può vivere felice solo con persone che gli offrano una presenza costante, continuativa e/o in contesti aperti e stimolanti che non gli facciano pesare la reclusione e l'isolamento. Per questo pensiamo che Mario debba essere adottato da qualche famiglia o struttura che disponga di spazio all'aperto e/o in cui più persone possano rispondere al suo bisogno di socialità e compagnia. Siamo sicuri che in cambio avrebbero una presenza straordinaria che li ricompenserebbe con affetto ed amicizia. Sappiamo che Mario accetterà questo. E' stato per periodi anche lunghi da amici e la sua sete di socialità ha sempre compensato la nostra assenza. Crediamo poi che con Mario non sarebbe un addio, che potremmo rincontraci come vecchi amici, compagni di strada, accettando che la vita ci ha separato, ma che abbiamo sempre lealmente cercato di viverla nel migliore dei modi.
Trovare una nuova casa a Mario è purtroppo diventata ora una tragica necessità, per amore nei suoi confronti - l'organizzazione della nostra vita dilata e dilaterà sempre di più la durata del suo supplizio - e anche perché sappiamo che le reazioni ostili che il suo comportamento innesca finiranno per concretizzarsi (tralasciando la responsabilità e mortificazione che effettivamente abbiamo nei loro confronti). Di fronte al fatto che Mario non può più restare con noi stiamo assistendo purtroppo in questi giorni a un vuoto di possibilità che fa sinceramente crescere la nostra disperazione e il nostro sconforto per quello che può essere il suo futuro. Speriamo che qualcuno leggendo questo appello possa chiamarci, riconoscendo l'eccezionalità della situazione, per conoscere e accogliere Mario.

Andrea
e-mail: andrea.biagiotti@unifi.it
cell. 333.360395 e 328.7374266 Pisa
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