Associazione Salvezza Animali

Abbandono e randagismo
Maltrattamento
Sterilizzazione
Malattie
Gli animali nei condomini
Tempo di vacanze

Maltrattamento: Cosa dice la legge
L'art. 727 del codice penale, al 1°comma, così recita:

"Chiunque incrudelisce verso animali senza necessità o li sottopone a strazio o sevizie o a comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche, ovvero li adopera in giuochi, spettacoli o lavori insostenibili per la loro natura, valutata secondo le caratteristiche anche etologiche o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura o abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività, è punito con l'ammenda da lire due milioni a dieci milioni".

Si tratta senza dubbio di una norma primaria ed innovativa in tema di maltrattamento di animali che ben si coordina con le altre norme riguardanti gli animali all'interno del codice e con le leggi 11 febbraio 1992 n. 157 e 14 agosto 1991 n. 281 (legge quadro in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo). Il nuovo testo dell'art. 727 va ad inasprire fortemente le sanzioni nei confronti del maltrattatore rispetto a quanto avveniva nel testo previgente (che prevedeva invece un'ammenda da lire cinquecentomila a tre milioni nei riguardi di chi compiva atti di incrudelimento e sevizie sugli animali), e soprattutto va finalmente a tutelare gli animali in quanto tali ed in considerazione della loro natura, in quanto autonomi esseri viventi, dotati di sensibilità psicofisica e capaci di reagire agli stimoli del dolore. Secondo il nuovo dettato della norma dunque, sono punibili, e devono essere puniti, non più soltanto quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza degli uomini nei confronti dell'animale, ma tutte quelle condotte ingiustificate che incidono sulla sensibilità stessa dell'animale, producendogli un dolore.

Cosa significa maltrattamento
Per incorrere nel maltrattamento di animale non è necessario giungere agli atti estremi dell'uccisione dello stesso o di torture e sevizie efferate sul suo corpo. Commette reato di maltrattamento di animali anche colui il quale detiene, per esempio, gattini in piccole gabbie, privandoli della libertà di movimento, o chi detiene cani in locali soffocanti, maleodoranti o al buio, o ancora chi più semplicemente non si cura dei propri animali e non si occupa dolosamente della loro alimentazione, pulizia e custodia.

Chiunque ami gli animali e assista ad atti di maltrattamento (dai più gravi ai meno gravi) nei loro confronti non può far finta di nulla. Oggi la legge tutela in misura più incisiva rispetto al passato gli animali e colpisce più duramente i colpevoli delle loro sofferenze. E' fondamentale, oltre che contribuire ad infondere nel prossimo il sentimento di amore nei confronti dei nostri amici animali, non rimanere inerti di fronte ai maltrattamenti nei loro confronti, ma al contrario bisogna denunciare simili soprusi, personalmente, in forma privata o chiedendo aiuto alle associazioni a tutela degli animali, come ad esempio l'ASA, che si adopereranno per difendere gli interessi di chi ama gli animali e degli animali stessi.

Come fare una denuncia
L'art. 727 del codice penale disciplina un reato. Esso non è stato infatti depenalizzato e pertanto chiunque commetta un maltrattamento sugli animali può essere sottoposto ad un procedimento penale.

Un privato cittadino o un'associazione animalista possono rivolgersi ad un qualsiasi organo di polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili Urbani, Guardie Zoofile, ecc.) per segnalare uno dei casi illeciti previsti dall'art. 727 cod. pen..

Chi assiste ad un maltrattamento, nell'immediatezza del fatto, può segnalarlo, anche telefonicamente, agli organi di polizia giudiziaria su elencati, che sono tenuti ad intervenire per impedire il protrarsi dell'illecito.

La denuncia-querela può essere resa oralmente o in forma scritta (in carta libera senza marche da bollo) presso l'ufficio di qualunque organo di Polizia Giudiziaria o alla Segreteria Generale del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale del luogo in cui è avvenuto il fatto del maltrattamento.

Chi sceglie la forma orale descriverà al poliziotto o al carabiniere di turno in maniera più chiara e precisa possibile il fatto che secondo lui costituisce maltrattamento, il luogo in cui è avvenuto, il nome del responsabile. Sarà poi il pubblico ufficiale, sulla scorta di quanto ascoltato, a redigere un verbale e a trasmetterlo alla Procura della Repubblica, che procederà alle indagini del caso.

Chi invece vuole scrivere una denuncia-querela di proprio pugno deve ricordarsi di:

  • intestare la denuncia all'Ill.mo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale del luogo in cui è avvenuto il fatto del maltrattamento;
  • indicare in modo chiaro il nome, cognome e l'indirizzo del denunciante; in caso di associazione il nome del firmatario;
  • fare una esposizione chiara, concisa, ma precisa dei fatti;
  • indicare tutti gli elementi utili per giungere, direttamente o indirettamente, all'individuazione del responsabile;
  • indicare i nomi di eventuali testimoni, che possano riferire sui fatti.
Naturalmente tale denuncia andrà comunque depositata presso l'ufficio di qualunque organo di Polizia Giudiziaria o alla Segreteria Generale del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale del luogo in cui è avvenuto il maltrattamento.

La sottoscrizione della denuncia dovrà comunque avvenire alla presenza del pubblico ufficiale. La Procura ha l'obbligo di attivarsi per accertare se i fatti denunciati costituiscono effettivamente un reato; in caso positivo si potrà arrivare al processo, dove lo stesso denunciante o anche un'associazione animalista possono costituirsi parte civile, per ottenere dal colpevole il risarcimento del danno morale da lui provocato per essersi reso colpevole del reato di maltrattamento.

E' sempre opportuno nella denuncia richiedere di voler essere informati dell'eventuale archiviazione degli atti, ai sensi e per gli effetti dell'art. 408 cod.proc.pen. in modo da poter richiedere copia del provvedimento e valutare i motivi della stessa.